Come conservare il tartufo. Consigli e metodi

I golosi di tutte le epoche non hanno mai pronunciato il nome del tartufo senza portare la mano al cappello

Come dare torto ad Alexandre Dumas, il tartufo è tra i doni più pregiati che la terra generosa ci offre.
Allora come conservare la preziosità del suo gusto unico?
Pellegrino Artusi consigliava di metterli in una scatola di latta insieme ad alcune uova fresche che con il loro guscio avrebbero assorbito l’umidità e permesso al tartufo di conservarsi per un paio di giorni, ma soprattutto con quelle uova si poteva ottenere una frittata eccezionale.
Sveliamo alcuni accorgimenti per non disperdere il suo profumo.

Ogni conservazione ha il suo trucco

Acquistare un tartufo e non saperlo conservare è una doppia delusione, infatti oltre alla spesa economica che diventa una perdita se non si ha la soddisfazione di gustarlo al meglio, invece di avere il buon sapore del tartufo in bocca resta l’amaro di aver perso l’oportunità di godere di un prodotto eccezionale.
A seconda del tipo di conservazione che decidiamo di utilizzare per il nostro tartufo esistono alcuni “trucchi” per mantenere integre le sue proprietà gastronomiche.

In frigorifero.
È sicuramente il tipo di conservazione più immediata e sicura. L’accorgimento è di avvolgere il tartufo in carta assorbente o in un pnano di cotone da cambiare ogni giorno o appena si inumidisce.
In questo modo la carta assorbirà l’umidità e la muffa in agguato non avrà la meglio sul tartufo.
Va detto che il tartufo bianco in frigorifero non dura più di una settimana mentre quello nero può superare i 10 giorni.

Sotto’olio.
Basta prendere un barattolino di vetro riempirlo d’olio e immergerci il tartufo e riporlo in frigorifero tra i 2 e i 4 gradi. Questo tipo di conservazione garantisce che il tartufo non subisca alterazioni 7/10 giorni e permette di riutilizzare l’olio che sarà squisitamente aromatizzato al tartufo.

Nel riso
È un metodo piuttosto diffuso quello di mettere il tartufo in un recipiente di vetro, coprirlo di riso e conservarlo in frigo.
Purtroppo in questo modo il tartufo non si conserverà più di 4 giorni e il riso assorbendo tutta l’umidità renderà il prezioso tubero troppo secco. Unico lato positivo è che se ne ricava un ottimo riso insaporito al tartufo.

In freezer
È il metodo per conservalo più a lungo, addirittura fino ad un anno.
Si può scegliere di congelarlo intero, pulendo e asciugando bene la parte esterna del tartufo e inserendolo in un apposito sacchetto per freezer ancora meglio se si ha la possibilità di utilizzare il sottovuoto. In questo caso appena lo si scongela per utilizzarlo è bene tagliarlo subito in pezzi prima che diventi gommoso.
Lo stesso procedimento è possibile applicarlo al tartufo già macinato.

Con creme e salse
Creare una salsa al tartufo con 60 ml di olio per 25 gr di tartufo affettato è un modo efficace per conservalo. Questa salsa deve essere mantenuta in frigo e consumata nell’arco di 7 giorni, ma si può anche congelarla e questo permette di avere un prodotto subito pronto all’uso.
Con il tartufo bianco è poi possibile realizzare del burro “tartufato” che si manterrà bene il frigorifero per alcuni giorni e sarà capace di trasformare delle semplici scaloppine in un piatto gourmet.

Il tartufo è un prodotto delicato perciò è bene conservarlo sempre con cura, controllandolo quotidianamente.

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