Un’idea dal deserto per conservare il tartufo

Si avvicina la stagione del tartufo e, visto il suo indiscusso valore e la non comune deperibilità, come ogni anno si riaccende il dibattito in merito ai sistemi migliori per la sua conservazione, preservandone il più possibile l’inconfondibile aroma.

Fra le tante proposte di cui pullula la rete, interessante quello dello chef Tano Simonato del ristorante milanese “Tano passami l’olio“, che, dalle pagine di ” Italia Squisita”, suggerisce un metodo tanto inconsueto quanto efficace.
Infatti, sulla scorta delle millenarie usanze dei Beduini nel deserto, soliti a coprirsi con pesanti coperte di lana per evitare la disidratazione, il rinomato chef propone di custodire il tartufo in lana, possibilmente di qualità, avendo cura di asciugarla almeno ogni due giorni e mantenendo una temperatura che oscilli tra gli 0°C. e gli 8 C. gradi.
A differenza di altri metodi, quali l’essicazione o la conservazione in olio, che inevitabilmente finiscono per compronetterne il sapore, questo sistema, invece, promette di mantenerne inalterati sapori e sentore.

 

 

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