Da Mata Hari a Shakespeare, Verdi e Proust, i tanti amanti del tartufo

Da sempre il tartufo protagonista

Per molti, oggi, è un prodotto che va associato principalmente alle tavole più ricche, ma il tartufo è un alimento che possiede una storia millenaria, affascinante e con un comune denominatore: quello del gusto, intenso e inebriante.

Il tartufo nella storia e nella letteratura

Un’avventura di sapore che parte dall’antichità, quando già greci e romani utilizzavano questo alimento attribuendogli qualità afrodisiache e terapeutiche.
Inserito nella lista degli ingredienti che compongono la dieta mediterranea, il tartufo viene citato anche dal gourmet e scrittore francese Jean-Anthelme Brillat-Savarin, che lo definiva il “Black Diamond della cucina“, ricordando che a fine ‘700 i tartufi non erano poi così facili da trovare a Parigi, nonostante la sua già importante tradizione gastronomica.
Sulla tavola di istituzioni e personalità non mancavano mai: lo stesso re Luigi XVIII pare ne fosse particolarmente ghiotto e che si facesse inviare questo prezioso gioiello dall’Italia. Del resto, come dargli torto? Oggi i tartufi freschi e naturali possono essere combinati con altri squisiti alimenti, come i formaggi, l’olio d’oliva e lo zafferano.

Ci sono tantissimi personaggi che hanno amato e celebrato il buonissimo “diamante nero”: dalla magnetica Mata Hari a musicisti prestigiosi come Verdi e Rossini, passando per le testimonianze letterarie di Alexander Dumas, Proust, Shakespeare, Emile Goudeau. Un tradizione carismatica, che mai ha risentito del passare del tempo.
Il tartufo, ancora oggi, è considerato un prodotto alimentare prelibato, capace di primeggiare e valorizzare ogni tavola.
Importante è però sapere come utilizzarlo al suo meglio: il tartufo non va mai cotto, perché perderebbe tutto il suo aroma, ma va bensì graffiato e spolverato sui nostri piatti.

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